Francesco ai Carismatici: «Vogliamo essere una diversità riconciliata»

DI ROBERTA PUMPO, 5 giugno 2017

Veglia ecumenica di Pentecoste al Circo Massimo, in occasione del Giubileo d’oro del movimento. Padre Cantalamessa: «Uniti, subito, nella carità»

Migliaia di cappellini rossi e bandiere provenienti da oltre 130 Paesi hanno invaso il Circo Massimo già dalle ore 15 di sabato 3 giugno per la veglia ecumenica di Pentecoste organizzata dall’International catholic charismatic renewal services (Iccrs) e dalla Catholic fraternity (Cf) in occasione del Giubileo d’oro dei carismatici cattolici. Dopo aver superato le imponenti misure di sicurezza, oltre 50mila persone, in attesa dell’arrivo di Papa Francesco, salito sul palco poco dopo le 17.30, hanno dato vita a una grande festa con tanta musica, canti e balli per un’incessante lode al Signore fatta di preghiere e invocazioni allo Spirito Santo. Centinaia i religiosi e le suore presenti; tanti i sacerdoti che si sono resi disponibili per le confessioni. Prima di dare spazio a quattro testimonianze su evangelizzazione, vocazione, guarigione e famiglia, il saluto di Gilberto Gomes Barbosa, presidente Cf, e Michelle Moran, presidente dell’Iccrs, la quale ha definito il Giubileo una grande occasione per celebrare in comunione con tutta la Chiesa lo Spirito Santo che chiama tutti a una missione comune. Con i leader del Rinnovamento carismatico anche il Pontefice ha intonato “Vive Jesus El Senor” (Viva il Signore Gesù), un canto a lui caro.

La veglia è stata un continuo richiamo all’unità dei cristiani, «oggi più urgente che mai», ha detto Bergoglio che sul palco ha voluto anche i rappresentanti delle Chiese evangeliche, pentecostali e di altre confessioni religiose. Con loro anche il cardinale Agostino Vallini. Radunarsi al Circo Massimo non è stata una scelta casuale. Lo precisa per primo Giovanni Traettino, pastore della Chiesa evangelica della Riconciliazione, e subito dopo il Papa: «Qui durante le persecuzioni vennero martirizzati i cristiani. Oggi ci sono più martiri cristiani di ieri e quelli che li uccidono, prima non domandano loro: “Tu sei ortodosso? Sei cattolico? Evangelico? Luterano? Calvinista?”. No. “Tu sei cristiano?” – “Sì”: sgozzato, subito. E questo è l’ecumenismo del sangue: ci unisce la testimonianza dei nostri martiri di oggi. Camminare insieme, lavorare insieme. Amarci. E insieme cercare di spiegare le differenze, metterci d’accordo, ma in cammino. Se noi rimaniamo fermi mai ci metteremo d’accordo».

L’unità tra i cristiani è l’unica via per dimostrare al mondo che la pace è possibile, ha affermato il Santo Padre, che, facendo suo il pensiero di un «fratello luterano», invita i presenti a desiderare «una diversità riconciliata». Lo stesso Rinnovamento carismatico cattolico è «una corrente di grazia che nacque ecumenica – ha ricordato Francesco -. Non ha né fondatore, né statuti, né organi di governo» e anche se ha varie espressioni, vari carismi al servizio della Chiesa, «alla corrente non si possono porre dighe, né si può rinchiudere lo Spirito Santo in una gabbia». Facendo riferimento ai 50 anni del Rinnovamento, Bergoglio ha aggiunto che «quando si giunge a questa età le forze cominciano a declinare, le rughe diventano più profonde – a meno che tu non ti trucchi, ma le rughe ci sono -, i capelli grigi aumentano e incominciamo anche a dimenticarci alcune cose. È un momento della vita adatto per fermarci e fare una riflessione. Io vi direi: è il momento per andare avanti con più forza, lasciandoci alle spalle la polvere del tempo che abbiamo lasciato accumulare, ringraziando per quello che abbiamo ricevuto e affrontando il nuovo con fiducia nell’azione dello Spirito Santo». Di qui l’augurio di vivere «un tempo di riflessione, di memoria delle origini; un tempo per lasciarvi alle spalle tutte le cose aggiunte dal proprio io e trasformarle in ascolto e accoglienza gioiosa dell’azione dello Spirito Santo, che soffia dove e come vuole. La Chiesa conta su di voi».

Anche padre Raniero Cantalamessa, predicatore della Casa Pontificia, parla di ecumenismo «possibile subito. Non possiamo “bruciare le tappe” circa la dottrina, perché le differenze ci sono e vanno risolte con pazienza, nelle sedi appropriate. Possiamo però bruciare le tappe nella carità, ed essere uniti, fin d’ora». L’unità tra i cristiani per Cantalamessa «è il passo ardito che Papa Francesco sta spingendo noi cattolici a fare e che i rappresentanti di altre Chiese qui convenuti mostrano di volere condividere». «Il solo fatto di averci chiamato insieme qui al Circo massimo sottolinea la appartenenza dei diversi movimenti alla stessa fonte di grazia. Una rivelazione che porta rivoluzione nella nostra vita», ha aggiunto il pastore Giovanni Traettino ricordando che «Cristo ha una sola sposa, è monogamo».

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